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Note di produzione

Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti? è stato un progetto al tempo stesso affascinante e difficile, che ha richiesto un lungo lavoro di ricerca e scrittura prima e un accurato lavoro di preparazione poi. Traendo spunto dai libri "Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora" di Vittorio Pezzuto e "Fratello segreto" di Anna Tortora, gli sceneggiatori Giancarlo De Cataldo, Simona Izzo e Monica Zapelli, hanno dato vita a un racconto teso e appassionante che si è trasformato in un viaggio più intimo all’interno della sofferenza di un uomo e una famiglia travolti da un’ingiustizia più grande di loro.

La scelta di girare l’intero film in Italia, tra Napoli e Roma, che ha significato uno sforzo produttivo ulteriore, è stata dettata dal desiderio di restituire al racconto la massima aderenza e verosimiglianza con la realtà dell’epoca.

Molte scene, per esempio, sono state girate nel vero tribunale di Napoli, a Castel Capuano. Così come estremamente fedele è stata la ricostruzione dell’aula bunker, in scala leggermente ridotta, all’interno della quale, prendendo in prestito gli arredi originali, si è potuto riassaporare il clima vissuto da Enzo Tortora in quel lungo, drammatico periodo della sua vita.

Tra le altre cose, in particolare, sono stati fedelmente ricostruiti il bancone dei giudici e le gabbie dei pentiti. Tanto verosimili da sbalordire il fotografo di scena, allora fotoreporter di cronaca inviato a seguire il maxi processo, che si è ritrovato, trent’anni dopo, a rifare esattamente le stesse foto.

Per cercare di restituire tutta la sofferenza e il dolore provati dai carcerati, molte scene sono state girate all’interno dei veri carceri di Poggioreale e Regina Coeli, mentre l’intero braccio carcerario e la cella che hanno ospitato Enzo Tortora e i suoi compagni di sventura sono stati ricostruiti in modo mirabile dal nostro scenografo.

Un lavoro altrettanto attento e minuzioso è stato fatto sia sull’abitazione milanese di Enzo Tortora che sullo studio televisivo di Portobello, grazie anche alla possibilità di girare intere sequenze negli originali studi RAI.

Grande sforzo di tutti i reparti produttivi magnificati dallo straordinario lavoro fatto da Ricky Tognazzi, sia come regista che come protagonista di una miniserie su cui IIF ha puntato molto in termini di impegno produttivo e di passione.

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